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“Fatti e uomini della floricoltura italiana”

Sul numero 141 di GreenUp ho annunciato la prossima uscita del volume, scritto a quattro mani con Giovanni Serra, “Fatti e uomini della floricoltura italiana” edito da Mursia con il supporto di Orticolario e che sarà presentato ufficialmente a Cernobbio il prossimo 3 ottobre. Questo libro è stato scritto soprattutto per le nuove generazioni ed è un primo e “incompleto” tentativo di tracciare la storia di un settore, quello florovivaistico e del giardinaggio, nato e cresciuto praticamente da solo, con poca o nessuna preparazione, se escludiamo il contributo della Scuola di Minoprio e con scarso o nessun supporto dello Stato. Nel libro si ricordano le donne e gli uomini che dal Dopoguerra a oggi hanno fatto diventare il florovivaismo italiano un settore strutturato, passando per oltre 1.200 persone.  Un sintetico capitolo intitolato “Se si guarda avanti” presenta il settore con due visioni: una pragmatica e l’altra immaginifica. Ho pensato di “regalare” in esclusiva ai lettori di Flortecnica e vivaismo un estratto della visione immaginifica, perché a dispetto della crisi, delle chiusure e dei fallimenti, il florovivaismo italiano è grande e crescerà ancora.

LA VISIONE IMMAGINIFICA
“No man can play a big part in the world who doesn’t believe in the future of the world”. Nessun uomo può svolgere un ruolo importante nel mondo se non crede nel futuro del mondo. Bruce Fairchild Barton, 1920
Nella storia dell'uomo vi sono sempre stati alti e bassi ma mentre in passato la crescita era locale e lineare, oggi è globale ed esponenziale.

La crescita tecnologica sarà possibile grazie all'arma più potente ed efficace a disposizione dell'uomo: la “conoscenza” in comune e globalizzata che porterà all'evoluzione dei processi di pensiero e tecnologici. Basti pensare che tutti gli scritti, dagli albori della civiltà agli anni novanta, sono stati calcolati in 5 Exabyte3, mentre già nel 2000, la somma di tutta la conoscenza umana (inclusi audio, video e testi) ha raggiunto i 12 exabyte e, secondo il Cisco Visual Networking Index, entro il 2016 il traffico dati globale su rete mobile raggiungerà i 10.8 exabyte mensili.

Oggi il problema più assillante per le produzioni florovivaistiche europee è il costo dell'energia, ma in futuro il problema sarà mitigato da fonti energetiche alternative come quella solare e soprattutto dai nuovi carburanti prodotti artificialmente grazie all'evoluzione della genetica. 

Un'altra innovazione essenziale riguarderà la produzione di microchip ‘specializzati in floricoltura’ o ‘flower-plant-chip’ del costo di pochi eurocent, questi ‘plant-chip’ che andranno a sostituire i QR code oggi agli albori, accompagnando la pianta in tutto il suo ciclo vitale. I ‘plant-chip’ saranno collegati al computer dell'azienda che sarà interfacciata alla ‘cloud-floricola’ con un controllo continuo sulle necessità di crescita della pianta. Il tutto sarà collegato con gli automatismi di fertirrigazione e di applicazione localizzata e su misura dei fitofarmaci. Lo stesso ‘plant-chip’ seguirà la pianta nelle fasi di commercializzazione e soprattutto nelle case dei consumatori; anche in questo caso, con il collegamento alla ‘cloud-consumer’, il consumatore sarà informato quotidianamente sullo stato di salute e sulle necessità delle sue piante. Le informazioni provenienti dalle ‘clouds’ saranno fornite ad automatismi e alle persone.

I mercati alla produzione in floricoltura si trasformeranno progressivamente in piattaforme logistiche e di servizi a 360° gradi per produzione, trasporto e commercializzazione.

La distribuzione dei fiori e delle piante di massa avverrà soprattutto tramite la Grande Distribuzione Organizzata e le grandi catene DIY (Do It Yourself); i centri di giardinaggio si specializzeranno ulteriormente e i servizi forniti saranno sempre più completi. Nasceranno diverse strategie e forme di alleanza fra produzione, distribuzione specializzata e grande distribuzione, raggruppando molte competenze specifiche per fornire un servizio integrato al consumatore, ad esempio: frutta, verdura, fiori e piante, paesaggismo, arredo degli interni, etc.

NELL’ATTESA COSA SI DOVREBBE FARE?
Studiare la propria area di operatività, numero degli abitanti, numero dei giardini, dei personaggi, dei leaders e testimonials. Effettuare un’analisi dei consumatori e del proprio target e soprattutto una attenta e acuta osservazione dei loro bisogni in fatto di fiori, piante, giardini.
Discutere le problematiche con i propri collaboratori in modo che siano attivamente coinvolti nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.
Sviluppare strategie di alleanze con le aziende circostanti e di altri settori agro-alimentari (orto-frutta, eccetera) per formare un pacchetto unico ed esclusivo di prodotti e servizi per il consumatore.
Formazione continua del titolare, dei collaboratori e degli addetti. La formazione riguarderà gli aspetti specifici aziendali ma soprattutto la ‘comunicazione’ con fornitori e, soprattutto, clienti.

Partecipare con entusiasmo e attivamente ai lavori della propria associazione di categoria: il lavoro in comune e il confronto di idee è sempre positivo. L'obiettivo finale dovrebbe essere quello di creare un ‘Ufficio Italiano dei Fiori’, vale a dire ‘un'unica voce’ che rappresenti e parli per i florovivaisti; questa struttura, unitamente ai centri sperimentali e alle Università, dovrebbe essere quella che dà vita alle ‘i-clouds floricole’ nazionali.

L’ASPETTO UMANO
Il mestiere del florovivaista è speciale e deve essere rivalutato, ha a che fare con la qualità della vita e con la bellezza. Com'è cambiato il nostro punto di vista a proposito del nostro mestiere? Un mestiere che era ed è magico. Non riusciamo più a stupirci, non ammiriamo più quello che la vita ci regala ogni giorno, eppure le piante e i fiori continuano a crescere e lo faranno anche nel futuro.
Negli anni Venti del secolo scorso Bruce Burton, fondatore dell'allora agenzia di pubblicità più grande al mondo, la BBDO disse ‘There is no substitute for love’, ‘non c'è nulla che possa sostituire l'amore’. Amore per la vita e per il proprio mestiere e questo implica anche il fatto di pensare in positivo, di evitare i pregiudizi e mantenere una grande apertura mentale verso le innovazioni e le nuove tecnologie.
Io spero che questo regalo vi sia utile. La conoscenza è di valore solo se serve agli altri. Ricordatelo.

Viva la vita … sempre!