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Biomassa, quando e quanto conviene

Nel bacino del mediterraneo il consumo di energia dei sistemi serricoli si attesta tra i 5 e i 7 chili equivalenti di petrolio l’anno, ovvero 60-80 kWh/mq, mentre nell’Europa centro settentrionale, dalla Germania all’Olanda, si arriva a 40-80 chili equivalente di petrolio. In Italia attualmente il costo di riscaldamento incide indicativamente per il 30% sul costo di produzione in serra (fonte Enea) e oggi, che le serre riscaldate sono ormai molto diffuse nel nord Italia e stanno diventando sempre più frequenti anche nelle regioni del sud, fare dei ragionamenti sensati e costruttivi sull’efficienza energetica è determinante. Per garantire la giusta competitività delle aziende sul mercato europeo.

TROPPI SPRECHI
Considerando una superficie complessiva di 6mila ettari sul territorio nazionale, si stima un consumo per il solo riscaldamento di 3.500-5.800 GWh/anno e in termini di biomassa corrispondono a 1,4-2,3 milioni di tonnellate. A titolo esemplificativo questo quantitativo di biomassa corrisponde alla quantità consumata annualmente da circa 30 centrali elettriche caratterizzate da un rendimento elettrico medio del 25%, che dissipando tutto il calore di processo “sprecano” oltre l’80% dell’energia primaria della biomassa. Qiundi, supponendo che le serre permanenti usino tutte gasolio per il riscaldamento e impotizzando un consumo medio di 5 chili equivalente di petrolio, si tratta di un consumo annuo di 350 milioni di litri, ovvero circa 350 milioni di euro di controvalore economico “perso” – in termini di potere di acquisto – dalle imprese e dal paese ogni anno per la fornitura di questo combustibile fossile. L’uso del gasolio e delle fonti fossili per il riscaldamento delle serre causa, inoltre, un significativo impatto sulle emissioni di sostanze clima alteranti.

Insomma, tutto questo preambolo per arrivare a un dunque dal quale non ci si può più sottrare: è necessario imporre un’eversione di rotta e cercare, dove è possibile, l’integrazione di altre fonti di energia. Prima fra tutte, le biomasse. Questo perché, uno dei principali obiettivi di una moderna impresa agricola che opera nella filiera delle colture protette – garden center compreso – è, da un lato, l’abbassamento dei costi di produzione e dall’altro l’aumento dell’efficienza produttiva. L’impiego razionale dell’energia è uno dei presupposti più importanti per raggiungere questi obiettivi, considerato il peso del costo energetico sui cicli produttivi dei ‘sistemi serra’.

STRADA POSSIBILE
Una delle possibili alternative è l’utilizzo delle biomasse, quindi. Tra queste rientrano tutte le biomasse di origine agricola, forestale e industriale che abbiano subito nel corso del loro processo produttivo solo lavorazioni di tipo meccanico, per questo definite anche “biomasse vergini”. Questi tipologie di biomasse sono impiegate principalmente e in modo molto consolidato per la produzione di energia termica e sono, inoltre, disponibili sul mercato soluzioni tecnologiche affidabili sia per il raffresacamento, sia per la minicogenerazione applicabili al settore delle colture protette. Con interessanti vantaggi per la riduzione dei costi.
Ma in senso pratico, quando e quanto conviene istallare una centrale termica a biomassa in serra o nel garden?

Ecco, nel caso nella vostra azienda siano presenti i seguenti requisiti:

  • Sufficiente disponibilità di biomassa per tutto l’anno.
  • Presenza di produttori di biomassa entro un raggio di circa 100 chilometri.
  • Presenza di produttori professionali in grado di garantire la qualità della biomassa richiesta dall’impianto.
  • Disponibilità di spazio in azienda per la collocazione della centrale termica e del deposito.
  • Prezzi delle biomasse competitivi rispetto al gasolio e stabili nel medio-lungo periodo.
  • Fabbisogno termico aziendale medio-alto (> 150 MWh - 15.000 litri gasolio).
  • Valutazione dell’investimento positiva (tempo di ritorno < 5-7 anni, VAN e SRI positivi).
  • Allora l’istallazione di una moderna caldaia a biomassa è sicuramente interessante.

CIPPATO, RISPARMIO ELEVATO
Per poter confrontare il costo dell’energia termica prodotta con diversi combustibili è necessario calcolare il costo dell’energia primaria, espresso in €/MWh. Questo si ottiene semplicemente dividendo il prezzo del combustibile per il suo potere calorifico. La valutazione di convenienza delle biomasse rispetto ai combustibili fossili convenzionali deve essere valutata caso per caso, partendo dal confronto dell’energia primaria, per calcolare il livello del risparmio annuo, includendo poi nel calcolo il costo dell’investimento. Il prezzo del gasolio per il riscaldamento delle serre, che dal 2010 è soggetto a un’accisa del 22%, è quasi triplicato nell’ultimo decennio passando da circa 0,3 €/l del 2001 (31 €/ MWh) all’attuale (gennaio 2014) valore medio di 1,4 €/l, ovvero 106 €/MWh.

Le biomasse legnose, in particolare il cippato, hanno mantenuto negli ultimi decenni un andamento dei prezzi molto più stabile rispetto ai combustibili fossili. Nel 2004 il prezzo del cippato (M30) era di 60 €/t (17,6 €/MWh), nel 2008 è arrivato a 85 €/t (25 €/MWh) e attualmente (gennaio 2014) costa poco meno di 132 €/t, ovvero 33 €/ MWh. Negli ultimi dieci anni il prezzo è cresciuto del 60% circa e negli ultimi cinque anni l’aumento rilevato è stato solo del 12 per cento.Tutte le biomasse agroforestali sono attualmente molto più convenienti rispetto al gasolio per la produzione di calore, il primato spetta al cippato con un risparmio che arriva quasi al 70% per cento.

NEL CASO DI ZOCCA
Nell’estate del 2013 il Garden Zocca a Saccalongo, in provincia di Padova, ha realizzato un mordenissimo impianto con caldaia a biomassa avvalendosi del supporto tecnico di Herz. La scelta è stata per un sistema di caldaia da 600 kW con una predisposizione potenziale da 2.000 kW. L’impianto soddisfa le esigenze dei 5mila metri quadrati della struttura – oltre ad eventuali allestimenti di altri 4mila metri quadrati – e l’investimento si è aggirato sui 250mila euro. I consumi di gasolio prima dell’investimento erano di circa 50.000/60.000 litri. Qui di seguito alcune foto esemplificative.

PER SAPERNE DI PIÙ
Per avere maggiori informazioni sull’argomento, scarica sul sito dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali l’intero studio realizzato da Enama, in collaborazione con AIEL, sull’utilizzo della biomassa in ambito serricolo. È un ottimo strumento di lavora ed è realizzato con estrema accuratezza: www.aiel.cia.itbiocombustibili-solidi/manuali-e-brochure.html