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Và dove ti porta il web

Il mese di settembre è sempre stato molto critico e quindi le aspettative sono basse, in più quest’anno c’è il passaggio dall’Imu alla Tasi, che coinvolge una percentuale molto elevata di italiani; inoltre gli adeguamenti catastali, da rivedere in gran parte dei comuni, alimentano ulteriormente l’incertezza in uno scenario in cui si teme, oltre alla stagnazione della domanda, una deflazione che inciderebbe a sua volta sui salari. La politica monetaria espansiva della Banca Europea, se accompagnata da azioni coraggiose da parte della Commissione Ue che facilita gli investimenti privati e pubblici nei vari paesi, dovrebbe nel medio termine consentire una ripresa dei consumi. Molto dipenderà dai dati economici del terzo trimestre del 2014 dei più importanti paesi dell’Eurozona, in primis la Germania, la cui crescita delle esportazioni extra Ue si è indebolita a causa di un calo della domanda internazionale. Forse il rallentamento della crescita in diversi paesi extra Ue (tra cui la Cina e il Brasile), e le tensioni commerciali con la Russia, convinceranno la Germania ad applicare politiche fiscali meno onerose al suo interno e a concedere un rinvio al 2017, per Francia e Italia, del pareggio del bilancio. Dall’altra, c’è invece il rischio che un peggioramento degli indicatori economici della Germania alimenti il fronte contrario all’Unione Monetaria, spingendo l’attuale governo a scegliere ancora una volta la politica dell’austerità e del rispetto del fiscal compact (pareggio di bilancio dei paesi membri dell’Eurozona).

AUMENTA IL TEMPO IN CASA
Questi anni di crisi economico-finanziaria, secondo il rapporto Coop 2014, hanno definito una fotografia degli italiani piuttosto negativa: il 43% del campione intervistato non riesce a sostenere spese impreviste di 800 euro; nel Mezzogiorno un quarto dei residenti non può permettersi un pasto proteico una volta ogni due giorni; oltre un quinto degli italiani non riesce a scaldare adeguatamente l’abitazione; il 35% non va in vacanza, l’83% non fa acquisti di abbigliamento, se non nei saldi. Anche le relazioni sociali risentono di questa minore disponibilità alla spesa, e infatti la ricerca Coop, indagando le relazioni con la famiglia in base alla fascia d’età e verso gli amici, riscontra un calo tra il 2013 e il 2012 rispettivamente della soddisfazione dei rapporti con i propri cari e della fiducia verso gli amici. Aumenta il tempo passato in casa, allietato sempre più dall’intrattenimento dei “new media” (televisione a pagamento, internet, video musicali, video giochi, ecc.), si preferisce risparmiare e si è meno attratti dalle attività sociali svolte in gruppi organizzati. Dal 2010 al 2013, per le donne il binomio cucina-salute è divenuto assai importante, ma sono in aumento anche gli interessi legati alla bellezza, alla cura del proprio corpo e alla moda. Perdono posizioni la musica, il cinema e i libri; stabile l’interesse per i viaggi. Per gli uomini è la tecnologia ad avere la posizione di spicco nel triennio 2010-2013, ma gli eventi sportivi permangono al primo posto. Seguono per il 30% degli intervistati gli interessi riguardanti la musica, i motori e il cinema. Nel 2013 ritroviamo l’interesse femminile per la casa/giardino (il 29% contro il 16% degli uomini) che si avvicina al 35% per le signore dai 55 anni in su e supera il 20% per gli uomini dai 45 anni in su. Per entrambi i sessi è simile la quota di coloro che si dichiarano affascinati o sensibili alla “natura”, tra il 27 e il 28%. Molto importante l’uso del web, oltre che come intrattenimento, anche come mezzo di orientamento per usare meglio il proprio denaro

PUNTO STRATEGICO
Nel 2013 infatti è aumentato del 20% il commercio on line e sono soprattutto i giovani ad acquistare su internet (52% i giovani fino a 24 anni). Gli smartphone attivi in Italia sono 45 milioni e il 46% della popolazione usa internet in mobilità, dedicandovi in media due ore al giorno, molto più della media europea. Queste informazioni devono far riflettere sulle possibilità di sviluppare una promozione su internet dei prodotti legati al florovivaismo. Se è difficile competere con l’acquisto sul punto vendita, a causa della deperibilità del prodotto e dei costi per la consegna a domicilio, il “web” deve diventare un punto strategico per veicolare lo stimolo all’acquisto. Oltre la metà della popolazione italiana dispone di smartphone, è un numero incredibilmente alto di persone che possono essere raggiunte quotidianamente da figure o video posizionati nei siti più visitati. Migliaia di click di pubblicità, che potenzialmente potrebbero stimolare in fasce diverse della popolazione il desiderio ad acquistare un mazzo di fiori o una pianta, anziché una scatola di cioccolatini.