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Vendite, ritmo convincente

Situazioni differenti a diverse latitudini per le vendite di piante, alberi e arbusti nel bimestre gennaio-febbraio secondo quanto dichiarato dalle aziende di produzione del panel Ismea, dal panel dei garden center e dall’evoluzione degli acquisti domestici delle famiglie italiane. Quest’ultimi indicano un piccolo aumento nel nord Italia e una diminuzione soprattutto nel Meridione (si veda www.ismeaservizi.it - rubrica consumi).

DATI INCORAGGIANTI
Soffermandosi principalmente sui primi due livelli di osservazione, i due mesi anche se contano poco sul fatturato annuale, hanno inciso sugli umori e hanno evidenziato qualche segnale se non ancora di vera ripresa, sicuramente non di peggioramento. Febbraio, infatti, con la ricorrenza di San Valentino, ha innescato un ritmo più convincente dello scorso febbraio 2013. Il mese di marzo, in base a dati ancora provvisori, sono incoraggianti sia per le indicazioni provenienti dalle aziende di produzione, sia da parte del panel dei garden center della rete Ismea. L’aumento medio, su base annua, delle vendite è del 22%, anche se vi sono realtà con andamenti inferiori al 20 per cento. D’altronde è anche impossibile, dato il clima più mite rispetto allo scorso anno, che si verifichi una contrazione. La categoria delle piante da esterno, secondo i vivaisti, rimane indietro soprattutto per il blocco dei lavori pubblici. Buone le vendite, non legate esclusivamente ai fiori, per la ricorrenza dell’8 marzo.

BENE NORD E CENTRO
Nel bimestre gennaio-febbraio, in base alle aree geografiche il nord e il centro hanno manifestato un giudizio tra “sufficiente e discreto verso il mercato nazionale e finanche buono nei confronti del mercato estero”. Non tutte le tipologie di piante però hanno goduto di una positiva richiesta: le aziende del nord ovest indicano le piante da interno fiorite, gli arbusti aromatici, le cactacee e gli agrumi, tra le preferite.  In Veneto era iniziata molto bene la vendita delle primule e delle viole. Tuttavia nel prosieguo di stagione la produzione ha sofferto a causa di un abbassamento qualitativo determinato dall’alto livello di umidità e di attacchi fungini, contro i quali i produttori hanno dovuto aumentare il riscaldamento nelle serre. Nel complesso si sono registrati lievi aumenti su base annua a febbraio, stabile gennaio. Solo le piante fiorite stagionali e quelle in alveolo non hanno beneficiato di questa evoluzione. Buone le vendite in Liguria sia sul mercato interno che estero e anche le aziende toscane interpellate, anche se con giudizi non prevalenti, hanno registrato vendite migliori rispetto al primo bimestre dello scorso anno. Più omogeneo il livello di soddisfazione tra le aziende laziali, le cui vendite sono anch’esse cresciute su base annua, le acidofile e le piante fiorite da interno, qui come in Toscana, hanno dato buoni risultati.

VIVAISMO, ANCORA IN DIFFICOLTÀ 
Nel Meridione solo la Puglia ha indicato come pienamente positivi i primi due mesi e soprattutto febbraio, ma non per le tipologie da giardino la cui richiesta diviene importante solo a marzo e aprile; è iniziata bene, invece, la vendita di piante stagionali da esterno e di begonie forzate, stabili le piante da interno verdi. Il resto del Meridione, se si fa eccezione del ragusano, dove la scarsa offerta locale non è stata sufficiente a soddisfare le richieste della clientela, evidenzia vendite allineate a quelle del 2013, quest’ultime di contrazione rispetto al 2012. Le aziende vivaistiche, eccetto quelle pugliesi e del territorio cannetese in provincia di Mantova, non registrano l’avvio di vendite adeguate alle aspettative. Anzi, i problemi nelle riscossioni di crediti pregressi rimangono al primo posto e il mercato estero non è sufficientemente attivo.

IN RIPRESA IL DETTAGLIO
Dal lato della vendita al dettaglio, il panel  Ismea che conta oltre una trentina di punti vendita distribuiti nel nord Italia con riferimento al fatturato globale, la somma dei due mesi non ha dato un impulso determinante nel rassicurare gli animi (+2,9%), però a San Valentino il fatturato è cresciuto del 6% e quasi esclusivamente nella seconda metà, stimolato dal clima favorevole. Le piogge e il freddo manifestatesi negli altri periodi sono alla base di una minore affluenza della clientela. La media dei risultati indica nel bimestre le piante verdi da interno in risalita su base annua, solo a gennaio, e in diminuzione a febbraio, quando si sono preferite le piante fiorite da interno. La motivazione è data sia dall’assortimento statico, sia perché sono ritenute più costose delle altre. Al contrario nel Meridione secondo le aziende, prevale la stabilità o l’aumento e, anzi, i grossisti privilegiano le produzioni italiane per la maggiore durata rispetto a quelle olandesi. Molto buone sono state le richieste di piante da esterno, in quanto lo scorso anno nel nord Italia, il clima era stato davvero avverso. Su questa tipologia di piante, in prevalenza le aziende vivaistiche sia del nord Italia sia della Toscana, indicano vendite insufficienti, probabilmente anche a causa di un aumento della fornitura di piante da esterno dai Paesi Bassi.